Il 7 ottobre 2023 si è consumato l’ennesimo pogrom contro uomini e donne che hanno la “colpa” di essere ebrei.
Per ricordare e condannare quanto successo quel giorno mi servo delle parole che usò il cardinale Pizzaballa, patriarca di Gerusalemme, che parlò di “barbarie che sono ingiustificabili, inaccettabili, moralmente da rifiutare”, un’atrocità da condannare “in maniera inequivocabile” perché “una cosa del genere che non ha comprensione dentro un contesto umano”. Parlò anche di “una dimensione di odio profondo da parte di Hamas nei confronti di Israele e di tutto ciò che è ebraico e che, comunque, non è giustificabile. Il dolore dei palestinesi non giustifica, non può giustificare una cosa del genere”.
Solo parole ferme e inequivocabili come queste rendono poi credibile il parlare di dialogo, di convivenza di due popoli e due stati, permettono di criticare politiche e azioni anch’esse ingiustificate come quelle dei coloni violenti in Cisgiordania.
Come ci ha insegnato Giovanni Paolo II, la strada per la #pace passa dalla verità.
