Emma Bonino (foto L’Espresso)
Accolgo con dolore la notizia della morte di Emma Bonino.
Da lei mi distinguevano tante posizioni, lei radicale, io cattolico, ma ho avuto modo di conoscerla e lavorare con lei nel Governo guidato da Enrico Letta dove lei era ministro degli Esteri. Il suo europeismo convinto, la sua tenacia nella ricerca della pace che rifiutava le ipocrisie del pacifismo, come quando disse: "da convinta nonviolenta quale sono da sempre mi ritrovo a condividere, se non addirittura a invocare, l'uso della forza da parte della comunità internazionale per mettere fine ai crimini contro l'umanità che vengono impunemente perpetrati in un angolo d'Europa chiamato Bosnia".
Ricordo il suo coraggio, anche fisico, che la portava a intervenire personalmente in situazioni molto difficili e rischiose, che mi hanno profondamente colpito.
L’Italia perde una grande donna, una persona che sapeva battersi per i suoi ideali, in nome dei quali metteva in discussione anche le amicizie più consolidate.
Ciao Emma.
